Scudetto e record di punti, le sfide possibili del Napoli. Ma la Juve non molla: lo spettacolo è assicurato

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Un ritmo impressionante, mai un campionato così: Napoli e Juve possono sfondare il muro dei cento punti. Lo scudetto viaggia ad altissima quota, questa la proiezione dopo 23 giornate. La squadra di Sarri prima con 60 punti, segue quella di Allegri un punto più sotto a 59. Mancano 15 partite, ancora 45 i punti in palio: tenendo questa media azzurri e bianconeri possono battere tutti i record. Un duello a marce altissime che ricorda quelli storici tra Real Madrid e Barcellona. Fu Mourinho, alla guida del Real, a vincere la Liga con 100 punti nella stagione 2011-2012, staccando però di ben 9 punti la rivale di sempre, il Barcellona. Gli azulgrana si presero la rivincita la stagione successiva: Guardiola vinse il titolo a 100 punti, il Real finì 15 lunghezze più sotto. Il record è della Juve di Conte: 102 punti e scudetto da record nel 2013-2014 con 17 punti in più sulla Roma, seconda in classifica. L’equilibrio. L’unico campionato in cui la lotta al titolo resta viva è la serie A grazie al duello Napoli-Juve. In Premier League il Manchester City ha tredici punti in più dello United, in Ligue 1 comanda il Psg a più undici sul Marsiglia, in Liga il Barcellona ha lo stesso vantaggio sull’Atletico Madrid e in Bundesliga il Bayern Monaco ha addirittura 18 punti in più sulla seconda, il Bayer Leverkusen. Il Napoli finora ha viaggiato fortissimo, il cammino migliore della storia azzurra, 12 punti in più dell’anno scorso ma la Juve è riuscita a tenersi incollata sfruttando al meglio lo scontro diretto con la vittoria al San Paolo. L’eccezionalità di questa lotta scudetto sta proprio nella corsa a due, le rivali che sprintano gomito a gomito: dopo 23 giornate di serie A le uniche due squadre a fare meglio sono state la stessa Juve nella stagione 2005/06 (62 punti) e l’Inter nel 2006/07 (63 punti). La media punti. Il Napoli come media punti è dietro solo a Manchester City e Barcellona (City 69 punti in 26 partite, media 2,65; Barcellona 58 in 22, media 2,63; Napoli 60 in 23, media 2,61), un risultato sottolineato sul sito Uefa. La squadra di Sarri è davanti a tutte le big d’Europa come rendimento esterno (11 vittorie e un solo pareggio a Verona contro il Chievo: una sola rete subita nelle ultime sei trasferte, quella di Belotti del Torino), l’imbattibilità fuori casa è da record assoluto (25 partite utili consecutive, ultimo ko il 29 ottobre 2016 contro la Juventus). Migliore difesa del campionato con 14 gol al passivo, settima vittoria consecutiva, un score finora di 19 successi, 3 pareggi e una sconfitta. Anche i bianconeri di partite ne hanno vinte 19, due invece i pareggi e due i ko. La squadra di Allegri ha segnato nove gol in più del Napoli (59 contro 50) e nelle ultime cinque gare ha anche ritrovato stabilito difensiva con un solo gol al passivo. Un botta e risposta a distanza che si rinnova giornata dopo giornata: alla tripletta di Higuain (la prima con la Juve) ha risposto Mertens con la magia in pallonetto di Benevento. Il Napoli sempre in testa alla classifica dalla prima giornata ha mantenuto un rendimento costante con una leggera flessione tra la trasferta di Verona con il Chievo e il pari al San Paolo contro la Fiorentina, la Juve ha cambiato marcia dopo il ko di Genova con la Sampdoria (3-2) registrando nuovamente i meccanismi difensivi e confermando quest’anno una maggiore pericolosità offensiva. Difesa e attacco. Sarri è riuscito a trovare in questa stagione il perfetto equilibrio, la conferma dai numeri: gli azzurri in casa e fuori hanno segnato e subito lo stesso numero di gol (25 quelli realizzati dentro e fuori, 7 quelli incassati). La Juve si lascia preferire leggermente per le partite in casa: una vittoria in più rispetto a quelle in trasferta (la differenza sta soprattutto nei gol subiti, 7 in meno: 4 in casa e 15 fuori). Due squadre diverse ma entrambe incredibilmente efficaci, la squadra azzurra è più tecnica e sfrutta velocità e rapidità nel palleggio, molto più fisica e potente la Juve. Sarri gioca con i titolarissimi e si affida a certezze di uomini e di meccanismi consolidati, Allegri invece cambia di più elementi e sistemi di gioco e ha maggiori soluzioni per trovare il gol. Una sfida affascinante che avrà il momento clou nello scontro diretto del 22 aprile, adesso ci sarà anche la variabile in più delle coppe europee (la Juve gioca in Champions contro il Tottenham, il Napoli in Europa League contro il Lipsia): il prossimo turno potrà essere molto indicativo con due impegni non semplici per bianconeri e azzurri. Apre venerdì la Juve a Firenze, sabato il Napoli ospita la Lazio. Il duello continua. (Roberto Ventre – Il Mattino)